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UN AIUTO CONCRETO PER I TUOI RAPPORTI DI LAVORO :LICENZIAMENTO INDIVIDUALE
licenziamento3.jpgSei stato licenziato? Non conosci la motivazione del licenziamento intimatoti? Non hai ricevuto il preavviso? Hai diritto all’indennità di mancato preavviso? In questa pagine potrai trovare una serie di informazioni utili per risolvere i tuoi dubbi e conoscere gli strumenti di tutela che l’ordinamento appresta in caso di licenziamento illegittimo.
È comunque consigliabile rivolgersi al sindacato che, attraverso i propri uffici legali, provvederà, in forza del potere di rappresentanza e tutela degli interessi dei lavoratori previsto dalla legge, ad una corretta e puntuale gestione della complessa procedura per la contestazione del licenziamento, nonché all’avvio del tentativo di conciliazione..
Il licenziamento è considerato legittimo soltanto quando sussistono alcune condizioni:
• Innanzitutto occorre che vi sia una “giusta causa” ( per conoscere il significato di questa espressione clicca sulla parola) o un “giustificato motivo” ( per conoscere il significato di questa espressione clicca sulla parola), cioè il licenziamento deve trovare giustificazione in una ragione particolarmente grave (ad es. il comportamento deplorevole del lavoratore o ragioni tecnico – organizzative);
• In secondo luogo, il datore di lavoro , quando intende predisporre un licenziamento, ha l’obbligo di seguire delle procedure che salvaguardino la possibilità del lavoratore di contestare il licenziamento: deve comunicare per iscritto il licenziamento e, qualora richiesto dal lavoratore, deve indicarne i motivi.
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L’IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO È VALIDA QUANDO IL PLICO VIENE SPEDITO ENTRO SESSANTA GIORNI
licenziare.jpgPiù tempo ai lavoratori per impugnare il licenziamento. Infatti l’impugnazione fatta a mezzo raccomandata può considerarsi tempestiva qualora la spedizione avvenga nei sessanta giorni “dalla comunicazione del licenziamento o dei relativi motivi”.

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IL MANTENIMENTO NON DIMINUISCE SE IL GENITORE, PER LA VISITA AL FIGLIO, DEVE PERCORRERE MOLTA STRADA
genitore-figlio.jpgCon sentenza n. 9277 depositata lo scorso 19 aprile, la Cassazione ha accolto il ricorso presentato da una madre avverso la decisione con cui i giudici di appello avevano ridotto l'assegno mensile a carico del padre per il mantenimento del figlio sulla base della circostanza che, per vedere quest'ultimo, il suo ex doveva percorrere molta strada.
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UNA "BARUFFA" TRA COLLEGHI NON LEGITTIMA IL LICENZIAMENTO
baruffa.jpgLa Cassazione sdogana la "baruffa fra colleghi". Infatti è illegittimo il licenziamento dei lavoratori arrivati alle mani in ufficio, se si è trattato di un episodio sporadico. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 8737 del 13 aprile 2010, ha respinto il ricorso di una società che aveva applicato la massima sanzione a due dei suoi dipendenti perchè durante un litigio nell'orario di lavoro, si erano lasciati andare al punto d'arrivare alle mani. Contro la decisione aziendale, si erano rivolti al giudice del lavoro che aveva accolto il loro ricorso. L
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NESSUNA SANZIONE AL GENITORE CHE NON MANDA A SCUOLA IL FIGLIO AFFETTO DA "FOBIA SCOLARE"
fobia_sociale.jpgLo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15368
Non rischiano nessuna sanzione i genitori che non mandano a scuola i figli minori che si rifiutano "categoricamente" perché affetti "da "fobia scolare".
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15368 di oggi, ha annullato con rinvio la condanna pronunciata dal giudice di pace di Maglie nei confronti di due genitori che non avevano mandato a scuola il figlio.
Dai certificati medici era emerso che il bambino era affetto da un grave disturbo, "fobia scolare" e che quindi aveva il terrore a frequentare le lezioni. Per questo si rifiutava categoricamente di andare. Secondo il magistrato onorario questo non era un motivo sufficiente per scriminare il reato commesso da mamma e papà.
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