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DIECIMILA ISCRITTI IN PUGLIA USPPI COMPIE 25 ANNI TRA ASSUNZIONI VERTENZE E 4 SEDI |
 BARI - L’Usppi ha compiuto 25 anni a Bari. Il segretario nazionale Nicola Brescia,presidente dal 1985 spiega: “L’Usppi è unsindacato in forte crescita. E’ stata inauguratala nostra quarta sede a Bari, in Via Marchese di Montrone”. Brescia si è detto soddisfatto del 7 per cento degli iscrittinegli ultimi dodici mesi (in totale diecimilaiscritti in Puglia, oltre cinquemilasolo a Bari e provincia) e per l’apertura delle nuove sedi a Foggia, Lecce,Brindisi e Taranto. L’Usppi è presente intutti i comparti del settore pubblico(Regione, Provincia, Comune) della sanitàpubblica e privata. “Di particolare rilevanza– spiega Brescia – ha definito la mobilitazione del sindacato nella vertenzadegli ex Ccr che dura da oltre 15anni”. Oltre 300 ex dipendenti delle Case di Cura Riunite sono stati assunti nelle varie Asl, grazie al sindacato Usppi, che si è battuta con forza e determinazione sia a livello locale che a livello romano.
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NEI CONCORSI INTERNI LA P.A. NON È TENUTA A VERIFICARE I TITOLI DI PREFERENZA DEI SUOI DIPENDENTI |
 Nei concorsi pubblici interni l'amministrazione non è tenuta a
controllare che i suoi dipendenti abbiano dei titoli di preferenza non
dichiarati,consultando il loro fascicolo personale. Lo ha stabilito il
Tar del Lazio nella sentenza n. 8485 di ieri, respingendo il ricorso di
un vigile che aveva partecipato a una prova selettiva interna per
l'inquadramento in una categoria professionale superiore.
Il vigile, affetto da infermità da causa di servizio, non aveva indicato
questo titolo di preferenza nella dichiarazione sostitutiva, ma
pretendeva che la sua invalidità venisse comunque considerata ai fini
della graduatoria, sostenendo che la Polizia Municipale era a conoscenza
della sua condizione, essendo presente nel suo fascicolo personale.
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NIENTE INFORTUNIO IN ITINERE AL DIPENDENTE CHE SI FA MALE SOTTO CASA RIENTRANDO DAL LAVORO |
 Il dipendente che si fa male sotto casa, rientrando dal lavoro, non ha diritto ad essere risarcito per infortunio in itinere. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 10028 del 27 aprile 2010 respingendo la richiesta di indennizzo come infortunio sul lavoro da parte di un lavoratore dipendente che si era fratturato il femore mentre scendeva dall’auto, davanti alla sua abitazione.
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IN CASO DI LICENZIAMENTO PER SCARSO RENDIMENTO IL DATORE DI LAVORO DEVE PROVARE CHE IL MANCATO ... |
IN CASO DI LICENZIAMENTO PER SCARSO RENDIMENTO IL DATORE DI LAVORO DEVE PROVARE CHE IL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEL RISULTATO PREVISTO DERIVI DA NEGLIGENZA DEL LAVORATORE
Tenuto conto dell'organizzazione dell'impresa (Cassazione Sezione Lavoro n. 7398 del 26 marzo 2010, Pres. Roselli, Rel. Di Cerbo).Nel licenziamento per scarso rendimento del lavoratore, rientrante nel tipo di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il datore di lavoro - al quale spetta l'onere della prova - non può limitarsi a provare solo il mancato raggiungimento del risultato atteso o l'oggettiva sua esigibilità, ma deve anche provare che la causa di esso derivi da colpevole e negligente inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore nell'espletamento della sua normale prestazione.
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LA ASL DOVRÀ RISARCIRE GLI INFERMIERI CHE UTILIZANO I ''POCT'' |
 Al centro di polemiche i "Poct" ovvero point of care testing, macchinari per le analisi istantanee utilizzati per effettuare i principali esami di laboratorio urgenti quali l'emocromo, l'azotemia e l'elettrolisi. Sebbene siano nati per facilitare il lavoro dei medici, ottenendo in tempo breve i risultati, e quando si tratta di interventi urgenti anche pochi minuti possono essere fondamentali per salvare una vita, molti medici non si fidano degli esiti dei test preferendo far analizzare i campioni dal laboratorio analisi di Latina. Sebbene da ormai sei anni sia scaduto e mai più prorogato dalla Asl il progetto di produttività per il personale che utilizza i "Poct", gli infermieri in servizio presso l'ospedale di Fondi, rivolgendosi al giudice del lavoro, hanno chiesto comunque di avere tale indennità. La sentenza emessa accoglie quanto richiesto dagli infermieri specificando che:"
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